Poesie


Come le foglie morte

 

Ho trascorso tante primavere

ho aspettato i germogli sbocciare

pensando di quale colore saranno i fiori

ho immaginato il loro profumo

delicato o intenso come le ginestre

forse sgargianti o forse delicati come pastelli

fiori di pesco e fiori del mandorlo

che aspettano le api per essere impollinati

è la vita che si risveglia dopo il suo letargo

sotto il freddo inverno

e l'aria fresca e profumata

preludio di nuovi amori risveglia in me

nuova speranza.



Poi la brezza di un tardo aprile

stacca i petali che come fiocchi leggeri di neve

volteggiano nell'aria prima di toccare il suolo

di un verde prato fiorito

ed insieme alle piccole margherite

formano un coltre bianca sotto gli alberi

mentre i germogli delle tenere e fresche foglie

adornano i rami spogli

le operose api hanno già svolto il loro lavoro

e tornano nell'alveare a depositare il nettare nelle arnie

che si trasformerà in dolcissimo miele

come in un canto d'amore.

Amore per tutto ciò che ci circonda


le rondini sono tornate

ed il passero che era rimasto aspettando la fine dell'inverno

ora scrolla le ali e si scalda al tiepido sole

adesso è il tempo degli amori

la vita deve continuare nel suo perenne ciclo.



È maggio, il mese delle rose

e le rosse ciliegie sono quasi pronte per la raccolta

l'estate è prossima con i suoi frutti,

il frumento è già alto ed i papaveri stanno sbocciando

le colline si tingono di giallo delle pratoline.



Il contadino aspetta che il fieno sia pronto per il primo taglio.

Scruta il cielo temendo che qualche malvagio temporale

gli danneggi il raccolto, e prega perché il tempo sia clemente,

ma si sa maggio e giugno è anche il tempo dei primi temporali.
 

Ma ad ogni modo non puoi farci nulla ed il cielo si alterna

tra nuvole minacciose e rassicuranti schiarite.

A luglio il caldo sole

ha maturato i campi di grano di un colore dorato

è tempo della mietitura e per alcuni è tempo di vacanze

al mare o in montagna

ma non per il contadino.


Prima le mamme con i loro bambini

si apprestano ad andare in vacanza

mentre i papà le raggiungono a fine settimana

ed aspettano agosto per il loro meritato riposo

per coloro che hanno la fortuna di avere un lavoro.



Ma non tutti sono così fortunati.

Per alcuni, e purtroppo oggi sono tanti

tutti i giorni tribolano per sfamarsi

e nella loro tristezza sperano

che qualche cosa possa accadere

prima del prossimo inverno.



Poi anche la calda estate finisce ed arriva

l'autunno preludio del prossimo inverno

che si affaccia alle porte.



Le foglie insecchite non hanno più clorofilla

ma prima di staccarsi dai rami e cadere al suolo

sanno indossare il loro vestito più bello

e la natura si tinge di colori

dal rosso al giallo e marrone

mentre il sole sempre più basso nel cielo

con i suoi raggi trafigge le foglie

che come lumi risplendono

prima di spegnersi e cadere al suolo

ed essere calpestate inesorabilmente

mentre il povero vecchio,
che sapeva ammirare ed amare la natura,
una tristezza infinita lo pervade

ed i suoi occhi bagnati di lacrime,
e con il cuore che sanguina

aspetta la fine del suo tempo.



Claudio Zapparoli.
 
 
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L'infinito

Il mare d'inverno,
cerco la linea all'orizzonte
che separa il mare dal cielo terso
in una giornata grigia e fredda
ma non riesco a trovarla
perché cielo e mare si confondono
nello stesso grigiore infinito.


Riesco solo a vedere le piccole onde
sulla spiaggia che vanno e vengono
arrivano fin quasi ai miei piedi
e sto molto attento ed indietreggio
quando l'onda sembra più lunga del solito
per non bagnarmi i piedi, e quando essa si ritira
la inseguo come in un gioco sciocco di un bimbo.

Fa freddo e l'umidità la sento nelle mie vecchie ossa
e mi sovviene di chiedermi, ma cosa sto facendo.

Sto ammazzando il tempo,
il tempo che passa senza sosta,
come l'onda che sale e cancella le mie orme
di quando l'ho inseguita,
così altro non resta che il ricordo.

Allo stesso modo come il tempo cancella il passato,
di una estate trascorsa sotto il sole caldo,
quando avevo qualche anno in meno
e molta più energia, ma il ricordo non si cancella.

Indietro non si torna e allora godi del presente e
gioca con le onde fino a quando non sarai stanco,
tanto cos'altro puoi fare niente.

I tempi dell'amore e delle passioni sono andati
e con loro anche gli anni, ma non ci si deve
avvilire e bisogna cercare di giocare ancora
come quando eri bambino, ancora verde ed
immaturo per pensare all'amore,
come adesso che troppo maturo non
posso più pensare al sesso.
Ma amare si,
posso ancora amare la vita,
ma anche la donna del cuore
i sentimenti non invecchiano
con gli anni, l'acqua scorre sotto i ponti
fino al mare ma la stessa acqua evapora
per poi scendere dal cielo
 
e cade la pioggia
 
per portare altra acqua al ruscello
e così all'infinito
 
Claudio Zapparoli
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Quando cade la neve e non fa rumore



Che cos'è l'amore

come possono le parole

esprimere un sentimento

quando un pittore

imbratta la bianca tela con i colori

cos'altro cerca di fare se non

quello di volersi esprimere

e trasmettere ad altri

un suo personale sentimento

allo stesso modo un poeta

usa le parole per riempire

un vuoto fatto di niente



parole e colori,

entrambi sono un mezzo

per riempire il niente

il bianco di un foglio

o il bianco di una tela

cercando di esprimersi

al contrario della neve

quando cade silente

che tutto imbianca

come volesse cancellare

tutto o quasi.



Io amo la neve

e sono estasiato quando

cade a grandi fiocchi

e tutto copre con il suo manto bianco

ed è come se mi dicesse

cambia foglio e ritorna a scrivere

o cambia tela e ridipingi i tuoi sentimenti

e mettici tutto l'amore che senti

perché altri possano capire cos'è lamore

si perché l'amore non è solo il piacere

di due corpi che si uniscono

l'amore va oltre il sesso.



È stupido pensare che noi ci amiamo

perché io sono tuo e tu sei mia

quando nutri un sentimento di possessione

non hai capito niente dell'amore

se non impari a rispettare l'altro

rimarrai sempre prigioniero di quel sentimento

di gelosìa che puo essere causa di dolore profondo

di angustia che ti opprime la mente e non ti sentirai

mai libero veramente e non sarai mai felice.



Claudio Zapparoli


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LA VITA E LA MORTE



Si nasce e si muore

questo è l'inesorabile destino

dell'essere umano.



La nascita di una creatura

è il frutto del seme maschile

che matura nel grembo materno

dopo la fecondazione.



Quindi, gia a livello fetale

è un essere vivo e pulsante,

esso possiede già un'anima.



Che cos'è l'anima?

L'anima è lo spirito che si materializza

per iniziare una nuova

avventura di vita che durera fino

alla morte per poi tornare spirito.



Una esistenza forse nuova o forse

antica, che l'essere vivente

non saprà mai fino al raggiungimento

della sua morte del corpo.



Come la parola, lunga o corta

che viene usata per definire una cosa

inizia con la prima lettera e finisce con l'ultima

ma il significato della parola

viene reccepito da chi l'ascolta.



Allo stesso modo è la vita,

che qualcuno ascolta e giudica

se è buona, mediocre o cattiva,

se merita di considerazione

se può essere corretta

o se non merita.



Claudio Zapparoli

9 febbraio 2014


Due vecchi vagabondi



Un vecchio, malvestito e con la barba incolta

come tutti i giorni lo vedo

seduto su una panchina del parco

sempre la stessa, esposta al sole

con il capo chino e serio in volto



occhi profondi e tristi e sempre solo

porta a tracolla una borsa indiana di tela

penso che dentro porti le sue cose



non so dove e come viva

ne quanti anni abbia

forse una settantina su per giù



un cane nero

un barboncino di mezza taglia

con il pelo riccio

sicuramente un randagio

dato che non ha nessun collare

a passo lento gli si avvicina



si ferma di fronte al vecchio

e si accuccia, si guardano a vicenda

il vecchio con la mano

gli fa una carezza sulla testa

passando con le dita tra i suoi riccioli incolti

per scoprire i suoi occhi

il cane chinando la testa di lato

ed il vecchio alzando il capo

in un cenno di saluto



come per dire, senza aprir bocca

"hei come va?"

il cane allunga una zampa e

l'appoggia sul ginocchio del veccho

sembra voler dire: va!



ho la netta impressione che tra i due

inizia un dialogo mentale

poiché sembra che si capiscano perfettamente.

Io, cerco di immaginarmi quello che si stanno dicendo



il vecchio, abbozzando un pigro sorriso, sembra

voler dire: "è dura la vita per noi vagabondi he..."

il cane sembra avere capito, poiché fa un cenno con il capo

quasi dicesse: " he si.. è dura, è dura"



il vecchio, infila la sua mano nella borsa e prende fuori

un tozzo di pane, e se lo dividono.

Si vede che il cane aveva fame

ed apprezza molto quel gesto



terminato quel piccolo pasto,

entrambi guardndosi negli occhi

continuano il loro discorso mentale:



Il cane: "perché sei solo e triste?

Non hai una famiglia, dei figli?

Qualcuno che si prenda cura di te?"



Il vecchio: "si... in realtà ne ho tre,

ma sono troppo presi dalla loro vita quotidiana

e non hanno tempo di pensare a me

e si sono scordati di avere ancora un padre,

ma non sono cattivi sai, sono solo

troppo distratti dalle cose di tutti i giorni"



Il cane: "quello che dici è molto triste"

il vecchio: " e tu... piuttosto, non hai una cagnetta, e dei figli?"

Il cane: "sai... un tempo quando ero più giovane di cagnette

ne ho avute tante, e non sò quanti figli devo avere disseminato,

ma sono un randagio, un vagabondo, e adesso che sono vecchio

nessuno pensa a me, certo... ho qualche vecchio amico, e di tanto

in tanto ci incontriamo e pargliamo del più e del meno,

giusto questa mattina, con un vecchio amico, girando per il parco

ci soffermammo ad osservare una bellissima cagna, pelo liscio,

pulito, che al guinzaglio di una signora in pelliccia passeggiava

per il parco per portare il suo fedele amico a fare i suoi bisogni,

e lui mi disse: "guarda quella com'è fortunata, di sicuro,

lei mangia tutti i giorni e magari vive in una bella casa.

"tu dici; gli risposi... ma non vedi che è al guinzaglio,

e se va bene è ancora vergine,

noi invece siamo liberi,

possiamo andare e fare quello che ci pare,

lui:beh..non hai tutti i torti ma tirare avanti è dura però".



Il vecchio annui, e disse: "vedi... io e te siamo molto simili,

anch'io da giovane ho girato il mondo ed ho avuto molte donne,

alcune forse si sono scordate di me, mentre altre mi scrivono

ancora, e mi chiedono se mai un giorno ci rincontreremo,

vedi mio caro amico che non siamo poi del tutto soli,

fisicamente si... questo è vero, siamo due vecchi vagabondi,

che ci vuoi fare, e non ci resta che ricordare,

ma non rimpiangere il tempo passato, questo mai.



Alcuni giorni dopo, tornai nel parco,

ma, ai piedi di quella panchina c'era solo il cane

molto triste, e del vecchio nessuna traccia.



Claudio Zapparoli

23 febbraio 2014



 





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