STORIA DELLE RELIGIONI
la
Teologia è la disciplina che studia Dio, ovvero le divinità nei
caratteri che le varie religioni riconoscono come propri del divino
in quanto tale; accessoriamente, e in alcune religioni, si occupa di
sviluppare elaborazioni teoriche circa materie dogmatiche, oggetto
della fede dei credenti.
Tramite
la profonda conoscenza delle varie religioni si può arrivare ad una
maggiore consapevolezza dell'io umano. Chi non si è mai posto la
domanda; Chi sono, da dove vengo e dove
vado. Domanda che sorge spontanea nella mente umana,
chi ancora non se le posta, forse perché ancora troppo giovane,
prima o poi se la porrà, se non altro per dare un senso alla vita e
comprendere la morte. Questa conoscenza, chiamata; consapevolezza
interiore
non può non passare attraverso una profonda conoscenza ed analisi delle varie religioni, per ricavarne una risposta, la più soggettiva possibile dell'essere umano in quanto spirito e non solo carne
Solo attraverso questa conoscenza si potrà acquisire un vera pace interiore e raggiungere la felicità dei sensi. Il denaro ed il potere, non portano ad una vera felicità, ma solo ad una felicità effimera che non sarà mai sazia, perché più si ha e più si vorrebbe avere. Ma mai appagato e quindi schiavo del proprio egoismo.
I
MISTERI DEL CRISTIANESIMO
DOMANDA:
Perché nel vangelo di Marco
non si parla MAI della nascita di Gesù, ne della gravidanza
“miracolosa” di Maria, ne di Betlemme, ne dei Magi, dei pastori,
dei vari temi “natalizi”? Perché tutti questi argomenti sono
trattati solo nei più recenti vangeli di Matteo e Luca?
RISPOSTA
Il vangelo di Marco è il più ANTICO fra quelli canonici.
Quando Marco è stato scritto, quello che sarebbe diventato il “cristianesimo” non si chiamava ancora così, perché i seguaci di Gesù non si ritenevano appartenenti di una nuova religione, ma si consideravano del tutto legittimamente come ebrei, tutt'al più caratterizzati come “setta dei Nazirei o Nazorei” (come spiegato negli Atti degli Apostoli) ovvero uno dei tanti movimenti spirituali ebraici.
Grazie però alle scelte teologiche (e politiche) di Paolo, e sopra tutto al suo zelo missionario, il cristianesimo si è diffuso gradualmente tra i non ebrei, sopra tutto di cultura greca.
Quando nel 70 d.C. Gerusalemme è stata distrutta e gli ebrei deportati, la nascente chiesa cristiana, anche per ovvie opportunità di sopravvivenza fisica, ha preso ancora di più le distanze dalla sua radice ebraica, divenendo una religione completamente indipendente e concentrando sui pagani di area greca e romana la sua predicazione.
I pagani però, per forma mentis, abitudine religiose, tendenze superstiziose, fascino per la mitologia, ecc, ecc., non avrebbero mai accolto una nuova religione il cui personaggio centrale era un uomo qualsiasi, senza parentele divine, per giunta condannato a morte come sovversivo.
Ecco quindi nascere, come scelta obbligatoria per promuovere le conversioni dei pagani, il mito della nascita miracolosa di Gesù, figlio di un Dio (anzi, dell'unico vero Dio) e di una Vergine, esattamente come tutti gli eroi delle religioni pagane. La lista è numerosa; Ceres, madre di Osiride; Minerva, madre del bacco greco; Alcmene, madre di Eracle (Ercole); Iside madre di Horus.
Emulare una idea già presente nella cultura dominante garantisce il successo della comunicazione. Questo principio in psicologia è noto come “effetto alone”, o anche “spostamento”. Su questi principi si basano anche molte moderne pubblicità.
Ma come?! Si dirà. La “divinità” di Gesù, il fatto che il suo vero padre non sarebbe umano ma Dio stesso non è un dogma fondamentale, asserito dallo stesso Gesù? Assolutamente NO! Oltre ad essere quasi completamente ASSENTE dal nuovo testamento, va anche detto che i soli testi “Natalizi” sulla gravidanza e nascita miracolose, come detto, si trovano solo in Matteo e Luca, ma oltretutto, come risulta dall'analisi degli stili letterali, gli attuali primi due capitoli di questi vangeli sono AGGIUNTI POST)ERIORMENTE. Il VERO INIZIO di questi vangeli è il capitolo 3. Leggete Matteo e Luca a partire dal capitolo 3 e scoprirete che il vero inizio con tanto di datazione, che all'epoca si metteva appunto nelle prime righe di un testo (come anche oggi quando si scrive una lettera)
Gesù ha mai sostenuto di avere una origine divina?
In un certo senso sì, ma come tutti i suoi insegnamenti, anche l'essere "figli di Dio" va inteso simbolicamente, come interpretazione teologica, NON come concetto metafisico.
Ecco l'unico versetto dove Gesù affronta l'argomento "divinità": Gesù ricordò loro un versetto dei Salmi: “Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi?” Giovanni 10, 34
In pratica, Gesù ritiene che, anche secondo le stesse Scritture Ebraiche (l'attuale Antico Testamento), TUTTI gli uomini, o quantomeno tutti i credenti, sono "figli di Dio". Ovviamente per la cultura ebraica il termine non può che avere un significato teologico e simbolico, ma per i greci era LETTERALE in quanto nella loro cultura erano abituati a pensare all'esistenza di esseri figli di Dèi e di umani.
Quando chiama Dio "Padre mio" intende quindi offrire una idea DIVERSA di Dio da quella in voga nel suo tempo. Non un Dio padrone, temibile e punitivo, come lo Jahvé ebraico e come poi sarà l'Allah islamico, ma un dio PADRE, ovvero che offre protezione e amore. Per sé stesso, comunque, Gesù ha sempre usato l'appellativo di "Figlio dell'uomo", figura peraltro tratta dal libro di Daniele.L'obiettivo di Gesù è evidentemente di offrire NUOVE INTERPRETAZIONI TEOLOGICHE che consentirono ai suoi seguaci di non vivere più nel timore ma nella gioia, non più una spiritualità rituale ma una via di interiorità, come "figli di Dio" e non più come sudditi. Una nuova religione senza sacerdoti, senza clero, senza mediatori, fondata sulla responsabilità diretta degli individui ("Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, vostro maestro, vostra guida......")Purtroppo questi concetti, fondati su un etica della responsabilità e non della paura di Dio, quindi anche di crescita psicologica degli individui, sono stati SOSTITUITI DA SCIOCCHE CREDULITA' MAGICO-RELIGIOSE e da storielle create ad arte per stupire i creduloni. Passi che i pagani di 2000 anni fa credevano nelle donne fecondate magicamente dagli dèi che partorivano eroi o semidei, ma che ancora oggi si insegnino e si credano in simili bufale ormai demistificate dagli storici, e un mistero ancora più grande di quelli che stiamo cercando di chiarire.
Gesù ha mai sostenuto di avere una origine divina?
In un certo senso sì, ma come tutti i suoi insegnamenti, anche l'essere "figli di Dio" va inteso simbolicamente, come interpretazione teologica, NON come concetto metafisico.
Ecco l'unico versetto dove Gesù affronta l'argomento "divinità": Gesù ricordò loro un versetto dei Salmi: “Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi?” Giovanni 10, 34
In pratica, Gesù ritiene che, anche secondo le stesse Scritture Ebraiche (l'attuale Antico Testamento), TUTTI gli uomini, o quantomeno tutti i credenti, sono "figli di Dio". Ovviamente per la cultura ebraica il termine non può che avere un significato teologico e simbolico, ma per i greci era LETTERALE in quanto nella loro cultura erano abituati a pensare all'esistenza di esseri figli di Dèi e di umani.
Quando chiama Dio "Padre mio" intende quindi offrire una idea DIVERSA di Dio da quella in voga nel suo tempo. Non un Dio padrone, temibile e punitivo, come lo Jahvé ebraico e come poi sarà l'Allah islamico, ma un dio PADRE, ovvero che offre protezione e amore. Per sé stesso, comunque, Gesù ha sempre usato l'appellativo di "Figlio dell'uomo", figura peraltro tratta dal libro di Daniele.L'obiettivo di Gesù è evidentemente di offrire NUOVE INTERPRETAZIONI TEOLOGICHE che consentirono ai suoi seguaci di non vivere più nel timore ma nella gioia, non più una spiritualità rituale ma una via di interiorità, come "figli di Dio" e non più come sudditi. Una nuova religione senza sacerdoti, senza clero, senza mediatori, fondata sulla responsabilità diretta degli individui ("Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, vostro maestro, vostra guida......")Purtroppo questi concetti, fondati su un etica della responsabilità e non della paura di Dio, quindi anche di crescita psicologica degli individui, sono stati SOSTITUITI DA SCIOCCHE CREDULITA' MAGICO-RELIGIOSE e da storielle create ad arte per stupire i creduloni. Passi che i pagani di 2000 anni fa credevano nelle donne fecondate magicamente dagli dèi che partorivano eroi o semidei, ma che ancora oggi si insegnino e si credano in simili bufale ormai demistificate dagli storici, e un mistero ancora più grande di quelli che stiamo cercando di chiarire.
Pluralismo religioso
Il
pluralismo religioso è quel
pensiero secondo cui è possibile superare le differenze dottrinarie
tra le religioni, e i conflitti interpretativi esistenti spesso
all'interno della stessa religione. Per tradizioni religiose il
pluralismo religioso si basa essenzialmente su una visione che si
potrebbe definire “non-letterale” della propria tradizione, un
modo di intendere la religione che sia capace di andare oltre il
testo scritto (della dialettica tra “lettera” e “spirito” si
nutre ad esempio la teologia cristiana di San Paolo), cercando di
scorgere la sorgente ultima dell'ispirazione al di là dei singoli
dettagli (questa è anche l'impostazione di due filosofi e teologi
cristiani che hanno fatto l'esperienza personale di più di una
religione: Thomas
Mertom, Raimon Panikkar,
ed il
sottoscritto, che
mettono l'accento sul fatto che è proprio sul piano dell'esperienza,
e non su quello dottrinale, che è possibile aspirare alla
comprensione reciproca tra le religioni).
A
volte, tuttavia, la definizione di pluralismo religioso resta
confinata sul piano intellettuale: è il caso di quell'attegiamento
che cerca di sminuire l'importanza delle differenze, mettendo al
contempo in risalto i punti in comune. Le più recenti acquisizioni
del dialogo interreligioso hanno però mostrato tutti i limiti di
quest'ultima posizione, sopratutto il fatto che essa tende ad
appiattire ogni religione su di uno sfondo neutro con il quale
nessuna religione riesce più a identificarsi.
A
tale proposito, vorrei ricordare un versetto della bellissima canzone
di John Lennon: “Immage” (immagina)
imagine
there' no countries
It
isn't hard to do
Nothing
to kill or die for
And
no religion too
Imagine
all the people
Living
life in peace.....
TRADUZIONE:
immagina
che non ci siano Paesi (nel senso di Stati)
non
è difficile farlo
niente
per cui uccidere o morire
e
nessuna
religione
immagina
tutta la gente
vivere
la vita in pace....
Frasi
stupende e piene di significato di un uomo, che è stato ucciso da
mano assassina.
L'esistenza
del pluralismo religioso dipende dalla libertà di religione. La
libertà di religione è la situazione nella quale differenti
religioni, professate nello stesso spazio, godono degli stessi
diritti di esercizio e di espressione pubblica. Di conseguenza, la
libertà di religione viene indebolita dal conferimento di una
specifica religione di privilegi negati ad altre. Tale libertà
religiosa viene negata in alcuni stati teocrati e in molti regimi
autoritari o meno. Senza scendere in dettagli, tutti sappiamo quali
siano questi stati. Senza contare di tutti i conflitti, guerre e
discriminazioni che si sono sussegite in passato, ed ancora oggi non
ne siamo completamente fuori.
Dopo questa prima rappresentazione, abbiamo dato inizio ad un discorso che in realtà è molto più vasto e che pertanto è bene approfondire, premesso che tutto ciò che segue non è farina del mio sacco ma sono spunti presi dal web
e a tale proposito all'inizio di ogni rappresentazione allego il link dal quale ho preso spunto in modo che tutti possano verificare la veridicità dei vari discorsi intrapresi.
La strana sorte di Mithra
il Dio sosia di Gesù Cristo
Un
culto arrivato dall'Oriente e che si diffuse nella Roma Imperiale.
Con riti che saranno poi assorbiti dal cristianesimo: dal battesimo
alla comunione alla stretta di mano. A venerarlo furono intere
legioni di soldati, ai quali prometteva la vita la vita eterna. Ma
alla fine i fedeli vennero perseguitati e le loro cripte sepolte
sotto le chiese cristiane.
Fosse
un esame sarebbe una trappola: Qual'è il Dio che nato in una grotta
d'Oriente, muore a 33 anni, ascende al cielo per risorgere a vita
eterna, creando un culto che si diffonderà nella Roma Imperiale?
Uno
che fa? Spara sicuro: “Gesù Cristo!”.
E
sbaglia!
Si
tratta invece di MITHRA.
Mithra
era già nato da 14 secoli. In una grotta. Nella notte tra il 24 e il
25 dicembre.
IL
CRISTIANESIMO DEVE GRAN PARTE DEL SUO “SUCCESSO” AL FATTO CHE LA
NUOVA RELIGIONE, PIU' CHE RAPPRESENTARE UN'ALTERNATIVA AL PGANESIMO,
DI FATTO SI COMPENETRA CON ESSO, ADATTANDOSI ALLE CREDENZE GIA'
CONOSCIUTE.
PER
FARE QUESTO IL CRISTIANESIMO DOVRA' RINUNCIARE ALLA SUA ESSENZA
PRINCIPALE, OVVERO IL MESSAGGIO RIVOLUZIONARLO E “ANTI-RELIGIOSO”
DI GESU', PER FARE DI LUI UN IDOLO PAGANO, UNA VITTIMA SACRIFICALE,
UN ESSERE SEMIDIVINO.
Da
notare che a tutt'oggi molti “PRESEPI” sono ambientati in una
grotta mentre altri 3 evangelisti tacciono su questo dettaglio del
“luogo”.
Solo
LUCA parla di una “mangiatoia” senza però specificare se è il
bambino ad essere portato in una stalla o piuttosto non è la
mangiatoia ad essere portata in casa, come sarebbe più logico!
Quanto all'ASINO e al BUE: NESSUNA TRACCIA IN ALCUN VANGELO, a
mostrare che la fantasia popolare supera le stesse leggende!.
Perché
molti dei pagani nascono proprio nella notte tra il 24 e il 25
dicembre? Perché è proprio in quella data la DURATURA DEL GIORNO
riprende a CRESCERE rispetto alla durata della notte.
Inutile
dire come ciò abbia ovviamente stimolato l'immaginazione dei popoli
antichi, data l'istintiva sacralità della LUCE.
Quindi
il NATALE appartiene prima a Mithra che al Cristianesimo. Solo
dopo il 3° secolo i Cristiani si approprieranno di di questa
festività.
Anche
l'idea che l'uomo-dio debba nascere da una VERGINE è stata “copiata”
dal Mitraismo, che fa nascere Mthra dalla vergine Anahita
miracolosamente fecondata dal dio Ariman.
Il
vangelo di Marco, essendo più antico, quindi più vicino ai fatti,
non menziona minimamente di una eventuale nascita di Gesù. Anzi, in
questo Vangelo Gesù mette alla porta la propria famiglia (madre e
fratelli) ritenendola miscredente (Marco 3/31-35), specificando che
la “vera famiglia” è quella spirituale e non quella fisica.
Nei
Vangeli di Matteo e Luca, peraltro già posteriori alla prima
generazione di Cristiani, il racconto della nascita verginale viene
riportato in una “aggiunta iniziale”, magari con lo scopo di far
COINCIDERE anche questo aspetto la nuova religione cristiana con il
Mitraismo.
Si
nota infatti che, da un punto di vista letterario, il “vero inizio”
del vangel di Matteo pare essere il capitolo 2, mentre il vangelo di
Luca il capitolo 3. Non a caso, quando Luca nel capitolo 3 nomina
Giuseppe, lo fa come parlando di un perfetto sconosciuto, senza alcun
riferimento del capitolo 1 dello stesso Vangelo. (Va ricordato che la
divisione in capitoli non appartiene ai testi originali ma a un
espediente didattico introdotto nel 1226).
SOL
INVICTUS era dunque un appellativo di Mithra e spesso quando no ha il
berretto frigio in testa – allora i suoi boccoli sonocontornati
dall'aureola di raggi che, poi negli ultimi 2000 anni è passata di
testa in testa a far più sacri Santi, Cristi e Madonne.
Come
venne riportato a Roma il mito di Mithra? Le date indicano Pozzuoli:
sarebbe arrivato con quei pirati cilici, terrore dei mari, che
Pompeo aveva sconfitto nel 67 avanti Cristo e deportato in massa a
Roma a far da braccia sulle navi.
Era
Pozzuoli, allora, il porto più importante; Ostia nacque circa un
secolo dopo. Ma è alla foce del tevere, che Mithra trionfò.
Seduceva, convertiva e – dopo un discorso iniziatico in sette tappe
– battezzava ciurme e mercanti di ogni dove, promettendo salvezza
eterna.
Fosse
girata appena appena in altro modo la Storia, saremmo tutti qui a
celebrare i suoi Anni Santi. Sarebbe bastato un imperatore invece di
un altro: tipo Giuliano l'Apostata che muore di vecchiaia e ce la fa
a ripristinare i dei pagani; o Massenzio che batte Costantino..
Vinse
Cristo, invece sul filo di lana. Sconfitto per sempre il suo sosia:
questo strano, stranissimo Mithra... E chissà se quell'età
giovanile per morire e poi risorgere - a 33 anni – ce l'aveva giù
prima che Alessandro il Macedone non toccasse la stessa sorte, giu a
Babilonia, per poi volare in cielo anche Lui, grazie a dei griffoni
copiacenti, come le leggende raccontavano dei Mille.
Quanto,
invece, di Alessandro ma sopratutto di Mithra fini nella costruzione
simbolica del Cristo e nelle sue liturgie? L'identikit di questo dio
prima indo-persiano, poi frigio-anatolico, è davvero stupefacente,
troppe
somiglianze per escludere che, in effetti, il Cristianesimo no sia
andato modellando appunto sulla base del pre-esistente Mitraismo.
Anche
la storia di Krihna
suggerisce
influenze sulle religioni posteriori, compreso il cristianesimo. È
partorito da una vergine,
chi
la feconda compare sotto forma di luce, e perseguitato
da
un tiranno che ordina l'uccisione di migliaia
di bambini, è
la seconda
persona della trinità
indiana, e denominato il pastore, fa miracoli
e ascende
al cielo. Con laradice del suo nome è similare a quella di Cristo
(il nome completo di Gesù Cristo fu definito integralmente e
ufficialmente solo nel 325 d.C. Nelconsiglio di Nicea) la vita di
Krishna è ricchissima di particolari che ritroviamo nella storia
narrata di Cristo.
Nel
parco archeologico di Ostia ci sono venti Mitrei (templi di Mithra)
alcuni davvero fascinosissimi, con mosaici e pitture.
A
San Clemente, a Roma, al terzo strato sottoterra, i preti irlandesi
hanno trovato, dietro un muro, un Mitreo con tanto di altare per il
dio che al solito, seppur con ripugnanza, dev scannare il toro in
modo che la Terra e le sue messi possano rinascere.
Ai
lati, due banconi in muratura; l'altare davanti all'abside, è una
volta tondeggiante a far da cielo e dominare il tutto. È un modulo
sempre simile, quello del Mitreo: pitture o mosaici a farli belli;
cento fedeli, al massimo
Era
in queste chiese sotterranee che si svolgevano i riti che scandivano
la fede e che, sol elencarli, sembra di descrivere l'odierno
cattolicesimo: il battesimo; il pasto sacro in comunione (pane, acqua
e vino) a ricordo dell'ultma cena di Mithra prima di salire al cielo
con il carro del sole; la stretta di mano tra i fedeli, fratelli in
Mithra.
C'era
una gerarchia tra gli iniziati: sette i patres che gestivano un
Mitreo; uno solo però, era il Padre dei Padri che abbreviato, in
alcune lapidi, appare – a sorpresa – come Pa.Pa, papa prima dei
papi, quando i cristiani non avevano ancora papi ma solo vescovi,
sebbene quello di Roma, vari secoli dopo Cristo, rivendicò un
presunto primato solo dal prestigio della sede imperiale.
Se
poi ci si appassiona, di Mitrei Roma, nel suo ventre, ne nasconde
assai.
Carlo
Pavia, in un suo bel libro - “Oro, incenso e Mitra”, Gangemi
editore – ne ha fatto un censimento innamorato: Santa Prisca; il
Mitreo sotto Palazzo Bernini; quello di Circo Massimo; alleterme di
Caracalla; nella Necropoli Vaticana... Oppure sulla Cassia, a Sutri.
Li tra muschi e felci, nel tufo sotto la Chiesa della Madonna di
Parto, ce ne uno dei più belli. O a Marino sui Castelli di Roma, con
pitture forti che ancora squillano. O lungo la Flaminia. O in giro
per l'Europa era un culto diffusissimo tra i miltari. Rubò cuore e
anima a legionari e generali con quella sua promessa di vita eterna
per chi moriva in battaglia dalla parte giusta.
Così
agli Imperatori – sia a quelli seri come Diocleziano o Settimo
Severo, che li sciroccati Nerone, commodo, Caligola, Eliogabalo -
questa
religione d'ordine che per di più spronava i soldati, piaceva molto.
Ovunque
siano arrivate le legioni di Roma, arrivò anche Mithra. In
Inghilterra e in Germania, terre da tenere in pugno con le daghe, di
Mitrei ne sono saltati fuori a centinaia. (Non si è capito bene
ancora, però, dove, nei Mitrei avvenisse il taurobolio: sgozzato il
toro - raccontano le fonti cristiane – ci si faceva cospargere del
suo sangue gocciolante, come rito di rinascita. Immaginarsi bestioni
come i tori, in Mitrei così piccoli, non era però facile. Così, un
po di mistero rimane).
A
Roma arrivò da lontano, Mithra. Lontano nel tempo e nello spazio.
Dalla Persia, dicono alcune incisioni ritrovate. E lo mettono fra gli
dèi di stato della Mesopotamia intorno al 1400 prima di Cristo. Li –
dove si fonde anche con i culti indiani – è dio della luce,
protettore dei patti, testimone di giuramenti, della fedeltà, della
verità.
Lo
troviamo nei Veda e nell'Avesta iranico, ma anche – nel VII, VI
secolo avanti Cristo – con Zarathustra e il suo monoteismo. Poi –
sangue misto mediterraneo, persino nelle vene degli dei – sembra un
po' Apollo, con il Sole sempre a fianco e il corvo lì vicino,
animale sacro per entrambi”.
Ed
ecco a Roma già quasi Cristo, ma prima di Cristo.
C'è
stato un periodo in cui i due si rubavano i fedeli l'un l'altro.
Mithra però, era un dio per soli uomini. Cristo, invece, chiamava
anche le donne. Con i preti dei due a dire di continuo: “Attenti
alle confusioni...”.
Ruggero
Lorio, che è padre diocesano e insegna storia antica della Chiesa e
Archeologia Cristiana, il problema se l'è posto anni fa: quando
portava gli studenti a visitar Mitrei, facevano spesso strane
confusioni. Un po' perché i Mitrei sembravano fare parte della
Chiese che li sovrastano; un po' perché più spiegava e più, con
tutte queste coincidenze, le confusioni aumentavano invece di
sparire.
Nella
battaglia di Ponte Milvio, il 28 ottobre del 312, Costantino, non
ancora batezzato, si presentò contro Massenzio con le sue truppe e
doppie insegne: Croci di Cristo e simboli di Mithra, caro ai suoi
soldati e un po' anche a lui.
Vinsero
insieme quei due nuovi dèi.
Solo
Cristo però, poi, trionfò
la
sua religione divenne quella di stato. I Mitrei vennero murati vivi
sotto le prime Chiese.
Gli
dèi del Passato furono maledetti. I loro fedeli perseguitati,
talvolta massacrati.
O
convertiti. O meglio, RICONVERTITI alla stessa religione, con 2
differenze: il “nuovo” eroe non si chiamava più Mithra ma Gesù
Cristo e sopratutto, la nuova religione pretendeva di essere
UNIVERSALE (“cattolica”
significa appunto “universale”) e si proporrà di DOMINARE su
tutto il mondo, dietro il pretesto di “evangelizzare i popoli”.
IL
“PLAGIO” DELLA RELIGIONE MITRAICA DA PARTE DEI CRISTIANI E' UNA
PROVA EVIDENTE CHE IL CRISTIANESIMO SI E' ANDANDO FORMANDO SULLA BASE
DI RELIGIONI PRE-ESISTENTI E NON SULL'INSEGNAMENTO ORIGINALE DI
GESU'.
IL
CRISTIANESIMO DEVE IL SUO SUCCESSO ALLA SUA CAPACITA' DI “FACOGITARE”
LE CREDENZE POPOLARI GIA' PRESENTI E ALLA SUA ABILITA' NEL
“SOSTITUIRSI” ALLA RELIGIONE PAGANA, ADATTANDO SE' STESSO AI
“GUSTI” DELLE MASSE E ADIRITTURA MODIFICANDO LE PROPRIE DOTTRINE
SE NECESSARIO, PER RENDERLE PIU' “GRADITE” AI DEVOTI DA
SOTTOMETTERE.
UNA
SOLA COSA LA CHIESA CRISTIANA NON HA MAI MODIFICATO, SE NON PER
RAFFORZARLA SEMPRE DI PIU': LA PROPRIA TOTALITARIA AUTORITA' SULLE
COSCIENZE, SUI POPOLI E SULLE NAZIONI.
http://cristianesimo.it/gesustorico.htm
Chi
era Gesù? Alla luce dei risultati della ricerca storica moderna,
fondata sullo studio oggettivo di tutte le fonti disponibili,
possiamo affermare che Gesù è stato un riformatore del
Giudaismo, non un fondatore di nuove religioni, tantomeno del
Cristianesimo, che si è andato configurando e sviluppando solo alcuni
decenni dopo la sua morte.
http://cristianesimo.it/gesustorico.htm
Chi
era veramente Gesù?
Chi
era Gesù? Alla luce dei risultati della ricerca storica moderna,
fondata sullo studio oggettivo di tutte le fonti disponibili,
possiamo affermare che Gesù è stato un riformatore del
Giudaismo, non un fondatore di nuove religioni, tantomeno del
Cristianesimo, che si è andato configurando e sviluppando solo alcuni
decenni dopo la sua morte.
Gesù
era un rivoluzionario, più che un semplice riformatore, perché
ribaltò completamente la mentalità dell'epoca: il Giudaismo era
infatti una religione tipicamente nazionalista, legalista e
autoritaria, mentre
l'insegnamento di Gesù era assolutamente individuale,
interiore, spirituale.
Nel
Giudaismo fare il bene era un dovere da compiere sotto la spinta di
minacce anche fisiche, oltre che morali. Per Gesù fare del bene “fa
bene” innanzitutto a
chi lo fa.
Il
Gesù dei vangeli è più psicologo che predicatore religioso: non si
preoccupa molto di ciò che avviene dopo la morte, ma parla sempre
del QUI-ED-ORA e
dell'ATTEGGIAMENTO
MENTALE della persona,
INDIPENDENTEMENTE DALLE CONVINZIONI RELIGIOSE! Non a caso simpatizza
per i samaritani, considerati eredi dei giudei osservanti.
I
cristiani dovrebbero leggere seriamente i vangeli per scoprire che
Gesù non ha mai
chiesto a nessuno di cambiare la propria religione, nemmeno
ai pagani, semmai di mettere in discussione la
propria mentalità, la propria vita, i propri obbiettivi, i propri
valori.
I
vangeli sono pieni di modelli anticonformisti. È sempre l'altro
il diverso, l'eroe da
imitare. Non è il sacerdote o il fariseo, non è il bravo osservante
della legge, non è lo scrupoloso esecutore dei comandamenti a
suscitare la simpatia di Gesù, che anzi più volte ha manifestato di
essere profondamente anticlericale e contro ogni esteriorità
religiosa, vista sempre in sospetto di ipocrisia.
Gesù
sta sempre dalla parte di coloro che sono oggetto di diffidenza se
non di aperta discriminazione: i pubblicani, le prostitute, i poveri,
i lebbrosi, i malati, i samaritani, persino gli invasori romani che,
in quanto individui, sono comunque considerati meritevoli di ricevere
quantomeno una parola di conforto.
(Come del resto avviene ancora oggi nell'islamismo) (questo l'ho aggiunto io).
L'insegnamento di Gesù di Nazareth trascendeva gli stessi confini confessionali giudaici per divenite MESSAGGIO UNIVERSALE, non strettamente religioso ma anche filosofico, etico, volto a risvegliare le coscienze ad un modo nuovo e diverso di vedere sé stessi e gli altri, la vita e la morte.
Gesù
e il contesto religioso del suo tempo
Ai
tempi di Gesù la religione dei Giudei era essenzialmente legalista e
giuridica, fatta di tradizione e regole, osservanza di rituali e
festività, adempimento letterale dei comandamenti, innumerevoli
divieti piuttosto che esortazioni positive, prescrizione inerenti i
cibi puri ed impuri, digiuni.
Insomma
si trattava di pratiche fondamentalmente esteriori che poco o nulla
avevano a che fare con la sfera interiore degli individui, anzi, il
concetto stesso di individuo era quasi inesistente, schiacciato
dall'obbligo morale di doversi sentire collettivamente “popolo di
Dio” in modo massificato e compatto.
(Come del resto avviene ancora oggi nell'islamismo) (questo l'ho aggiunto io).
Gesù
capovolse questa prospettiva introducendo un elemento assolutamente
nuovo: l'amore incondizionato per il prossimo e
addirittura per i nemici diventava il basilare paradigma che
sostituiva la cieca osservanza della legge.
L'insegnamento di Gesù di Nazareth trascendeva gli stessi confini confessionali giudaici per divenite MESSAGGIO UNIVERSALE, non strettamente religioso ma anche filosofico, etico, volto a risvegliare le coscienze ad un modo nuovo e diverso di vedere sé stessi e gli altri, la vita e la morte.
(questo
bisognerebbe inculcarlo nella testa dei nostri politici della CASTA,
se fosse necessario anche attraverso un tassello nel loro cranio onde
versare interamente le parole di Gesù, anche
questo lo aggiungo io)
Gesù
era aperto anche a contributi culturali etereogenei rispetto alla
stretta osservanza giudaica. Ciò è documentato dalle corrispondenze
fra gli insegnamenti di Gesù e quello degli Esseni,
una comunità monastica molto particolare, vegetariana e pacifista,
studiosa delle FILOSOFIE ORIENTALI ( a questo proposito è
interessante notare certa somiglianza fra alcuni insegnamenti di Gesù
e il Dharma buddista)
E qui intendo fermarmi altrimenti questa pagina diventa poco leggibile perché troppo lunga. ma vi invito a visitare il mio Blog dedicato interamente al tema teologico e filosofico per chi fosse interessato alla conoscenza più approfondita delle religioni e dello SPIRITO.
Claudio Zapparoli
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